L'ISPIRAZIONE

Ci sono attimi che non hanno parole. Solo le sensazioni li possono definire, emozioni che sanno giungere al cuore e che diventano estasi, gioia e bellezza di un momento da racchiudere nel più intimo dei ricordi. L’arte del vino come istante di vita a sé, capolavoro figlio di quel talento che solo alcuni uomini sanno raggiungere, in cui dedizione e capacità si fondono nel magico e arcano connubio con la natura. L’infinito in una goccia, frutto di una passione lenta, devota e meticolosa. Gli uomini, come le terre, hanno una vocazione. È stato così che un ragazzo di una quindicina d’anni ha avuto la folgorante intuizione di quale sarebbe potuta essere una vita vissuta alla luce della sua realizzazione. L’incontro fra il giovanissimo Maurizio Zanella e la dolcezza della Franciacorta, quando la madre si trasferisce ad Erbusco e impianta il primo vigneto, è il primo contatto di quello che sarebbe stato l’amore di una vita. Ma è dopo un viaggio in Champagne, la cui meta sono le famose maisons dove nasce quel vino che da sempre affascina ed accende la fantasia, che Maurizio ritorna con l’idea irremovibile di realizzare qualcosa di simile. Quella che era una casa immersa in un bosco di castagni, si è trasformata in una delle più moderne e avanzate cantine d’Italia. Da allora un unico principio definisce l’essenza di Ca’ del Bosco: la ricerca dell’eccellenza.

LE PAROLE, I VALORI
Tradizione “L'impronta del trattore impressa nel fango attira il tuo sguardo, ti seduce, ti richiama alla profondità di segreti nascosti sotto zampilli morbidi come la seta. Tu esiti non più di un momento e incapace di opporti a questo richiamo silenzioso, intangibile, sfuggente, cedi [...]. Ed ecco che il vino [...] vuole riuscire a raccontarti, a condividere il fatto che sono trascorsi millenni sotto lo sguardo di queste vigne. Solo la vite osserva gli avvenimenti e silenziosamente, come Dio, li contempla dall'alto. E noi tuttora facciamo uso dei suoi doni, tra cui l'arte di fare il vino, arte che ci segue [...] nei momenti di voluttà e di pesanti meditazioni, arte che noi facciamo nostra prima di qualsiasi altra tradizione insieme al latte materno.”

Anatole Korneev
DEDIZIONE Una parola dalla forza tanto sottile, intima e così estrema. La dedizione per il vignaiolo e il cantiniere dimora nei piccoli gesti e cure che ogni giorno esprimono l'amore costante per la vigna e per il vino. La dedizione diventa un impegno assiduo in tutte le stagioni e negli anni, quando si parla di quell'arte che è la vinificazione. La dedizione è anche fedeltà, non solo al lavoro, ma alla terra, madre naturale da onorare per arrivare a un risultato che si assapora di più perché si lascia attendere ogni volta. Si traduce in sollecitudine, attenzione, generosità nell'offrire sé stessi per raggiungere un obiettivo: il vino, frutto estatico del proprio amore, senza comunque avere mai la certezza che sarà come ce lo si aspetta, con la sola consapevolezza di aver dato il meglio di noi stessi.
FATICA "Terra, fuoco e acciaio. Questo è il vino nella sua forma elementare, vigne contorte, facce segnate dal tempo, terra umida, fumo di falò, metallo freddo. È gelo e nebbia, gioia e calore, tecnica e pura grinta. Il vino non si fa solo con l'amore. Si piegano i tralci, si bruciano i sarmenti potati, si riempiono i tini, si girano le bottiglie. È un lavoro senza sosta, se si mira alla qualità. C'è il lavoro di squadra e la concentrazione in solitudine, la vicinanza dei compagni nel vigneto e la mansione solitaria del remuage, in cerca del perlage perfetto. Il cielo può essere buio e barocco, la luce nella cantina può far pensare alla Ronda di notte. I compiti non finiscono mai, le stagioni spietate o generose, ma alla fine, ecco il vino."

Serena Sutcliffe
PASSIONE "L'uomo animale verticale, tende verso il cielo. La vite, che per tanto tempo si è aggrappata agli alberi, lo ha preceduto; anzi lo ha vinto, come attestano i grappoli di cui è carica, e, con la benedizione di Bacco, la bevanda divina che se ne ricava. Se gli dei e numerosi testi sacri santificano il vino, i suoi autori sono la terra e l'uomo, con la sua passione. La vite è selvatica, occorre sedurla, occorre amarla. I domatori la accarezzano, la orientano, la indirizzano. Nella cantina il vino conduce una vita sotterranea, segreta ma sorvegliata, "si fa" passo passo, diventa quel che deve essere, quel che può essere. Il semplice succo d'uva si trasforma in oro rosso (o bianco)."

Michel Dovaz
TERROIR Il termine terroir evoca in sé verdi paesaggi, dolci colline, ridenti declivi, geometrie regolari disegnate da lunghi filari, uomini dediti alla passione per i propri luoghi e alla cultura del proprio territorio. Il terroir è dunque uno spazio concreto, tangibile e definibile attraverso molteplici fattori: geografici, pedologici, geologici, idrologici, microclimatici. Un concetto reale e pregno di vita che possiede una dimensione culturale legata direttamente alla comunità che lo vive. La Franciacorta, culla morenica a sud del lago d'Iseo, l'eccellenza del terroir: una vocazione fin dalle origini per la viticoltura d'elezione, che riesce ad esprimere la produzione di uve e quindi di quei vini con caratteristiche organolettiche peculiari inimitabili e perfettamente riconoscibili.
TEMPO Il tempo è una successione di istanti - teoricamente infinita - capace di essere suddivisa e misurata dall'uomo, che per convenzione cerca di fermarlo suddividendolo in secondi, minuti, giorni e anni. Ma il tempo è la misura del moto e senza movimento non esiste la vita, quindi in assoluto il tempo è la misura stessa dell'uomo. Per fare un grande vino, un uomo deve conoscere il valore del tempo e dimenticare la fretta: nella vigna assecondando il ritmo delle stagioni per cogliere il momento ideale della maturazione; in cantina rispettando i tempi di una perfetta vinificazione. E poi la l'attesa paziente, garanzia della migliore qualità possibile. Per questo il vino non è solo il frutto della vite, ma il frutto del tempo, il frutto della vita.
C'ERA UNA VOLTA
Qual è il senso di una favola oggi? Una favola è una pagina nel tempo senza tempo, una storia che si lascia gustare a piccoli sorsi golosi, i cui personaggi nascono da un’illusione impertinente, da un’idea sicura e diritta come un filare, chiara come un sogno di verde vetro soffiato. Il senso di una favola sta nella fantasia, nell’abilità di chi la scrive e di chi la racconta, di chi ne sa completare, arricchendola, un capitolo nuovo ogni giorno. La storia suggestiva di Ca’ del Bosco ha le sue origini a metà degli anni Sessanta, quando Annamaria Clementi Zanella acquista a Erbusco, in Franciacorta, una piccola casa in collina, chiamata localmente “Ca’ del bosc”, immersa in un fitto bosco di castagni. La favola di Ca’ del Bosco è scritta nei suoi vini, nell’estesa trama dei suoi vigneti, nel successo sognato, voluto e realizzato dal suo autore. Maurizio Zanella ha saputo riconoscere nella Franciacorta la terra che avrebbe generato i frutti migliori, per la produzione di vini di alta qualità: la sua azienda per prima e meglio ha saputo esprimere il potenziale qualitativo di questa terra vocata. Una posizione raggiunta grazie all’entusiasmo e alla passione di Maurizio Zanella che all’inizio degli anni ‘70 ha capito e seguito la sua vocazione “artistica”, facendosi protagonista del rinascimento enologico italiano e trasformando “una casa in un bosco di castagni” in una delle più moderne e avanzate cantine. Gli splendidi racconti firmati Ca’ del Bosco nascono da qui: da un’illusione, da una favola nata per durare nel tempo.